Tornare a settembre tra i banchi di scuola è sempre un passaggio emotivo importante che richiede cura. È necessario riformulare nuove routine; c’è sempre qualcosa che appartiene a “prima” da lasciare andare. 

Ci saranno bambini che si separeranno per la prima volta dalle proprie figure di riferimento, altri che dovranno incontrare nuovi docenti, altri che dovranno abituarsi ad un nuovo ambiente e magari anche ad una nuova lingua. 

 Ciascun alunno e docente rientrando in classe porterà con sé frammenti dell’estate appena vissuta. 

Se penso al tempo dell’estate mi viene in mente un albo illustrato che ho apprezzato molto, dal titolo “L’ultimo giorno d’estate” di Timothée de Fombelle e Irène Bonacina edito da Terre di Mezzo. È la storia di un bambino che, come ogni anno, trascorre le vacanze dallo zio e deve compiere un viaggio in treno per arrivarci. Lo zio non butta mai nulla, la sua casa sa narrare storie con  oggetti che attraversano il tempo. Questa figura adulta sta al proprio posto, è presente senza invadere, senza limitare. 

All’interno di questa storia troviamo lo stupore di fronte alla scoperta del mare; nonostante tutte le estati trascorse là, il protagonista lo scopre per la prima volta e quella visione è totalizzante. Tra la riva del mare farà anche un incontro che stravolgerà la sua vita mettendo in gioco i suoi sentimenti. 

Le pagine di questo albo possono essere una piacevole lettura per ritrovarsi assieme tra i banchi di scuola. Come sarà stato davvero l’ultimo giorno d’estate? Avrà saputo portare stupore per qualcosa di inaspettato?

Lo stupore può essere fatto di momenti condivisi, di prime volte, di incontri o rincontri. 

Ciascuna esperienza piacevole o meno ha necessità di essere maneggiata con cura e i primi giorni di scuola possono essere un buon terreno per costruire momenti di dialogo e ascolto in classe. 

La lettura di un albo, come quello suggerito, può favorire la condivisione di momenti estivi, ognuno può raccontarne una parte, fin dove si sente. 

È importante pensare ad attività che diano valore all’unicità di ogni storia.

Oltre alla lettura si potrebbe realizzare una scatola/ una bottiglia di ricordi estivi in cui poter inserire oggetti (non è necessario definire un numero) che rappresentano dei momenti vissuti o delle persone con cui si ha condiviso il proprio tempo. La scatola o la bottiglia potrebbero contenere anche desideri realizzati ed altri rimasti in sospeso. 

O ancora potrebbero contenere fotografie scattate, frammenti raccolti in luoghi significativi, oggetti acquistati, oggetti regalati, biglietti o perfino ricette di cose assaporate per la prima volta… Tutto ha un senso perché tutto questo sarà parte della storia di ciascun alunno. 

Alla scuola secondaria di primo grado si potrebbe pensare di costruire un gioco dell’oca con i ricordi dell’estate. Ciascuno potrebbe costruire una casella con domande come: una canzone che ti ha accompagnato durante le giornate estive o qual è la risata più bella che hai condiviso, una lettura che ha catturato la tua attenzione, una persona che rappresenta la tua estate… 

In questo genere di attività è importante che gli alunni si sentano liberi anche di non rispondere; magari quel giorno non è ancora il momento giusto ma senz’altro emotivamente parteciperanno e avranno modo di accogliere i vissuti degli altri, mettendosi in ascolto. 

Un altro suggerimento potrebbe essere quello di far portare a ciascun alunno un’immagine scattata o rappresentativa della propria estate creando uno storytelling multimediale che possa riavvolgere i momenti vissuti. 

Settembre porta un tempo nuovo e con questi suggerimenti di attività auguro a tutti: alunni, docenti, dirigenti scolastici un nuovo anno ricco di momenti per crescere assieme. 

Crediti fotografici: matheus-frazao su Unsplash