Cosa sapere per un PDP chiaro, efficace e condiviso.
Novembre è da sempre il mese cruciale per la formalizzazione dei PDP (Piani Didattici Personalizzati), documenti importantissimi che sanciscono le misure didattiche previste per supportare gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o bisogni educativi speciali (BES). Tutte le scuole devono depositare il PDP entro il 30 novembre, debitamente compilato e firmato sia dalla scuola che dalla famiglia.
Come avviene questa procedura?
Ogni scuola, solitamente, ha un proprio modello di PDP che viene compilato dal Consiglio di Classe partendo dalla relazione diagnostica dell’alunno. Alcune scuole prevedono parti da compilare a cura della famiglia o dello studente stesso, favorendo una condivisione attiva della compilazione; altre scuole lo presentano già compilato e pronto da firmare. Questo documento contiene tutte le misure compensative e dispensative che verranno adottate, specificandole per ogni singola materia.
Dopo averlo compilato in ogni sua parte, il team docenti e la famiglia procedono con la firma per approvarlo definitivamente.
L’importanza della firma
La firma della famiglia, oltre ad essere un atto formale, costituisce un’adesione consapevole al percorso didattico del proprio figlio. È un vero e proprio atto di corresponsabilità tra scuola e genitori. Diverse scuole, però, presentano il PDP al limite dei termini previsti chiedendone un’approvazione immediata e negandone una visione anticipata. Questo significa che i genitori rischiano di non avere un tempo sufficiente per visionare il PDP, limitando la possibilità di comprendere e accettare le strategie didattiche che verranno attuate.
È necessario ricordare che il PDP, una volta firmato, acquista un valore legale.
Il diritto alla visione anticipata: tutela e condivisione
In realtà, la visione del PDP prima dell’apposizione delle firme non solo è legittima, ma essenziale. Si tratta di un diritto delle famiglie e degli studenti, che possono ricevere il piano didattico personalizzato e leggerlo in tutta tranquillità in ogni sua parte. È possibile, anzi consigliabile, sottoporlo in visione anche allo specialista di riferimento che ha svolto la diagnosi o ai professionisti che seguono il caso in percorsi riabilitativi e/o terapeutici.
Questo perché il PDP dev’essere realmente efficace e coerente con il profilo di funzionamento degli alunni. Può capitare, infatti, che il documento non aderisca pienamente ai profili delineati nelle valutazioni diagnostiche. Potrebbero verificarsi incongruenze nelle misure previste o esserci dati mancanti.
Lo specialista di riferimento contribuisce a rendere il PDP non solo un mero adempimento burocratico, bensì un vero e proprio progetto strategico per supportare l’apprendimento degli studenti.
Linee Guida del Ministero e riferimenti normativi
Il diritto alla visione anticipata del PDP è stato esplicitato anche dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), chiarendo che una copia del PDP può essere consegnata alle famiglie che ne fanno richiesta prima di firmarlo, anche per sottoporlo a specialisti di fiducia (neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, ecc). Questa delucidazione è stata fornita nelle FAQ alle linee guida per l’integrazione scolastica (prot. N.4274 del 4/08/2009). Va inoltre ricordato che ogni cittadino ha diritto di visionare qualsiasi atto prima di sottoscriverlo (ai sensi della Legge 241/90), e il PDP è un vero e proprio documento ufficiale con valore legale (secondo la legge 170/2010).
Suggerimenti operativi per i docenti
Possiamo brevemente riassumere nei seguenti punti alcune buone pratiche per giungere alla formalizzazione del PDP:
- Inviare la bozza via mail per consentire la visione anticipata;
- Valorizzare la diagnosi evitando copia e incolla di passaggi in essa contenuti, ma cercando di estrapolare i punti di forza e debolezza delineati integrandoli e rielaborandoli con le osservazioni in classe;
- Condividere con la famiglia i motivi che hanno portato alla scelta di determinate misure compensative e dispensative;
- Raccogliere informazioni e osservazioni dalla famiglia, dagli specialisti e anche dagli alunni stessi. Questo non sminuisce il lavoro del Consiglio di Classe, ma lo rafforza in ottica di una progettazione condivisa;
- Confrontarsi con gli specialisti nel momento in cui nelle relazioni diagnostiche ci fossero passaggi poco chiari o che non corrispondono a ciò che viene osservato in classe. Ciò permette di scambiare informazioni importanti sia per i docenti che lavorano in aula, sia per i professionisti che lavorano nei percorsi con gli studenti.
Crediti fotografici: markus-spiske su Unsplash