Nel mese di ottobre i docenti si trovano a dover stilare i Piani Educativi Individuali (PEI) per tutti gli studenti e le studentesse con disabilità. In queste settimane si riuniscono i Gruppi Operativi per l’inclusione (GLO) dove insegnanti, famiglie e specialisti si confrontano per stabilire insieme gli obiettivi didattici degli alunni.
Ma cosa accade poi nella pratica della quotidianità scolastica?
Lavorare con la disabilità è estremamente complesso, e il materiale didattico standard pensato per la generalità della classe spesso rischia di rivelarsi una barriera anziché un facilitatore. Il compito della scuola è quello di abbattere queste barriere e costruire ponti, da attraversare insieme per mano, attraverso un’accurata selezione e costruzione di materiali specifici.
Nonostante ogni situazione sia caratterizzata dalla sua unicità, proviamo a delineare tre punti chiave generali:
Massima accessibilità dei materiali: il contenuto dei materiali deve essere fruibile al massimo delle possibilità dell’alunno, in modo da abbattere possibili difficoltà cognitive, percettive o motorie (schede semplificate, mappe, testi ad alta leggibilità, utilizzo di Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA…)
Rilevanza e motivazione: un materiale personalizzato è più coinvolgente e alimenta la motivazione. Si può pensare di partire da stimoli di interesse per i bambini, come ad esempio un personaggio dei cartoni o uno sport preferito, e impostare le attività con questo riferimento.
Coerenza con gli obiettivi del PEI: i materiali devono essere pensati per mettere in pratica le strategie e i metodi definiti nel piano educativo individualizzato, in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati.
Tenendo conto di questi tre punti chiave, possiamo renderci conto di quanto i libri di testo siano spesso poco adeguati a diverse condizioni di disabilità. Gli attuali testi scolastici, pur contenendo risorse digitali, mappe e schemi riassuntivi, si prestano a essere un supporto per studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA), ma di frequente non rispondono in modo efficace alle esigenze di apprendimento di studenti portatori di legge 104.
Perché i libri di testo tradizionali possono rappresentare una barriera per un alunno con disabilità?
Densità e carattere dei testi, eccessiva quantità di informazioni secondarie, utilizzo di linguaggi complessi e immagini poco funzionali, rischiano di creare un sovraccarico che impedisce la possibilità di studio in autonomia e di apprendimento dei concetti chiave.
Mancanza di contenuti di apprendimento diversi da quelli previsti dal programma di classe, ma previsti dal PEI: ad esempio, per alunni con disabilità intellettiva, è fondamentale la necessità di semplificare alcune materie focalizzandosi su aspetti pratici e legati alla vita quotidiana, come la gestione del denaro, contare i resti, fare il conto per fare la spesa.
Perché è importante che a scuola vengano costruiti materiali ad hoc per questi studenti?
Perché l’adattamento didattico, oltre ad essere un dovere nel rispetto del PEI, è anche uno strumento fondamentale di sostegno allo studente, sia da un punto di vista psicologico che di crescita personale:
Autostima: riuscire a completare un’attività in autonomia incide positivamente sul senso di autoefficacia. La personalizzazione favorisce la sperimentazione del successo, connotandosi quindi come rinforzo positivo.
Riduzione dell’ansia da prestazione: con i giusti strumenti, lo studente può ridurre gli stati d’ansia e di frustrazione legati alla paura di non farcela.
Autonomia: i materiali didattici personalizzati devono essere pensati e realizzati per essere semplici e intuitivi, in modo che l’alunno possa organizzare il proprio lavoro autonomamente senza dover dipendere totalmente dal supporto altrui.
In sintesi, la domanda fondamentale da porsi nel momento in cui si prepara un materiale per uno studente con disabilità è: ce la può fare da solo? Se gli sottopongo questo materiale, lo può studiare in autonomia? Se propongo questa attività, la può svolgere da solo?
Ecco, queste sono le domande che devono guidare la realizzazione del materiale didattico, secondo gli obiettivi di un PEI.
Teniamo sempre a mente che INCLUSIONE non significa “tutti uguali”, ma “tutti con le stesse possibilità di apprendere”.
Crediti fotografici: national-cancer-institute su Unsplash