Chi fa l’insegnante si trova di fronte ad un problema che da sempre l’accompagna: come spiegare l’importanza della scuola ai ragazzi?
Domanda ancor più pressante e di difficile risposta oggi, in un mondo in cui i valori e i punti di riferimento si sono drammaticamente spostati verso orizzonti talmente labili da lasciare spesso il posto a quel nichilismo per cui niente è veramente importante e – per citare il grande Califano – tutto il resto è noia.
La sottile manipolazione dei media
In classe mi è capitato spesso di citare il caso di una nota influencer che nell’invitare i suoi follower ad andare nella località montuosa di Roccaraso ha provocato una vera e propria invasione: al grido telematico di ”Tutti a Roccaraso!”
Lo scorso inverno la nota cittadina abruzzese è stata letteralmente invasa da migliaia di follower improvvisamente folgorati sulla via delle rete causando non pochi problemi all’ambiente e all’ordine pubblico. E se un domani qualche influencer lanciasse inviti meno innocui? Quanti potrebbero seguirli? Quanti sarebbero disponibili a essere ”influenzati” anche nel caso di messaggi di odio e di distruzione?
Formare il senso critico
A fronte di questo scenario usare il nostro innato potere di ragionare sulle cose appare l’unico vero antidoto, particolarmente importante in un periodo come questo in cui nello spazio pubblico prevale il discorso apodittico (è così e basta, o con me o contro di me) e proprio in questo sta a mio avviso l’importanza della scuola, nell’abituare i ragazzi a ragionare sulla realtà in modo individuale magari partendo proprio dai tanto vituperati argomenti di studio: quante occasioni di esercizio del proprio pensiero ho risconstrato in materie come Storia o addirittura Grammatica!
In una società che sembra proiettata come una sonnambula verso una catastrofe senza precedenti solo questo può essere salvifico
Di fronte al caso della influencer di cui sopra non ho visto alunno che non abbia sgranato gli occhi e abbia condiviso la medesima conclusione: che ognuno vada pure a Roccaraso, ma se lo vuole veramente e non perché lo dicono altri!
Questo è forse il migliore augurio che possiamo farci oggi all’inizio di questo nuovo anno scolastico.
Crediti fotografici: artem-maltsev su Unsplash