Memoria, attenzione e concentrazione sono componenti chiave del processo di apprendimento della lingua inglese nei bambini, in quanto appartengono al più ampio insieme delle funzioni esecutive. Queste abilità cognitive consentono ai bambini di gestire le informazioni, selezionare gli stimoli rilevanti, mantenere il focus sul compito e recuperare ciò che hanno appreso per utilizzarlo in modo funzionale.

La memoria di lavoro, in particolare, permette ai bambini di trattenere parole, strutture grammaticali o istruzioni mentre stanno svolgendo un’attività linguistica. L’attenzione selettiva permette loro di cogliere dettagli importanti, come una nuova parola, una pronuncia diversa o un gesto legato a un significato, facilitando l’apprendimento. La concentrazione, ovvero l’attenzione prolungata, è ciò che consente loro di rimanere coinvolti nel compito anche in presenza di distrazioni o di richieste cognitive complesse.

Queste funzioni, se ben sviluppate e sostenute, facilitano l’apprendimento linguistico rendendolo più stabile, duraturo e motivante. È importante ricordare che per i bambini non madrelingua, l’apprendimento dell’inglese avviene spesso in contesti brevi e frammentati: è quindi fondamentale sfruttare ogni occasione per potenziare le funzioni esecutive attraverso attività ludiche, rituali ripetitivi, giochi di osservazione e ascolto attivo.

Integrare il potenziamento delle funzioni esecutive nell’insegnamento dell’inglese non è un obiettivo secondario: significa favorire un apprendimento più consapevole, partecipato e duraturo, in grado di accompagnare i bambini ben oltre il contesto linguistico.

Il Kim’s Game è un ottimo modo per attuale tale integrazione in classe, poiché allena memoria visiva, attenzione ai dettagli e capacità di rievocazione: tutte abilità utilissime per l’acquisizione del lessico, delle strutture linguistiche e, in parallelo, rafforza le basi cognitive che rendono possibile l’apprendimento della lingua.

Il gioco prende il nome dal romanzo Kim di Rudyard Kipling, pubblicato nel 1901. Nel romanzo, Kim è un ragazzo coinvolto in attività di spionaggio per conto dell’Impero britannico in India. Per diventare una spia efficace, viene addestrato a sviluppare le sue capacità di osservazione e memoria. Uno degli esercizi consiste proprio in un gioco: osservare attentamente un vassoio con diversi oggetti per un breve periodo, poi coprirlo e cercare di ricordare e elencare tutti gli oggetti visti. 

Chiaramente, non vogliamo trasformare bambini e ragazzi in agenti segreti; tuttavia, i vantaggi dal punto di vista didattico di questo gioco sono immediatamente evidenti e linguisticamente parlando assolutamente efficaci per la revisione dei vocaboli appresi.  


Il Kim’s Game in classe

Kim può essere giocato con qualsiasi set di vocaboli, utilizzando da quattro fino a quindici parole (fino a quindici per i bambini delle ultime classi della scuola primaria, più grandi e più esperti).
In questa sede propongo un’attività adatta sia a piccoli gruppi sia all’intera classe, che si presta a numerose varianti. È pensata per una classe prima o seconda della scuola primaria, con l’obiettivo di lavorare sui colori, un argomento centrale e sempre attuale nel primo livello di apprendimento.

Obiettivi

  • Potenziare la memoria visiva e l’attenzione.
  • Consolidare e ripassare il lessico in inglese già appreso.
  • Sviluppare la comprensione orale attraverso comandi semplici in L2.
  • Promuovere il gioco cooperativo e l’ascolto attivo.

Prerequisiti

  • Conoscenza di base di alcune parole in inglese (in questo caso i colori, ma possono essere animali, cibi, oggetti scolastici…).
  • Capacità di comprendere semplici istruzioni orali.
  • Familiarità con il gioco in cerchio e con l’uso delle flashcard.

Spazio e tempo 

  • Aula scolastica con spazio libero per muoversi o salone/palestra.
  • Circa 15–20 minuti (variabile in base all’interesse e al numero di turni).

Materiali

  • Flashcard plastificate o cartoncini illustrati (4–10 per turno), oppure realia.
  • Un telo o foulard coprente.

Metodologia

  • Approccio comunicativo: uso della lingua in contesto reale e motivante.
  • Didattica ludica e partecipativa: il gioco come motore di apprendimento.
  • Apprendimento cooperativo.
  • Approccio multisensoriale (visivo, uditivo, motorio).
  • Learning by doing: apprendimento esperienziale. 
  • Gamification per il coinvolgimento emotivo e cognitivo.
  • Routine e ripetizione per la memorizzazione.

I passi per svolgere l’attività in classe

1 – Preparazione

  • Invitiamo la classe a disporsi in cerchio sul pavimento.
  • Posizioniamo al centro 4/6 flashcard a tema conosciuto. In questo caso i colori.
  • Diamo un minuto di tempo per osservare in silenzio.

2 – Memoria e osservazione

  • Copriamo le flashcard con il telo.
  • Chiediamo di chiudere gli occhi o guardare altrove.
  • Togliamo una carta da sotto il telo.

3 – What’s missing?

  • Solleviamo il telo e mostriamo le carte rimaste.
  • Chiediamo: “What’s missing?”
  • Le bambine e i bambini provano a ricordare e rispondere.

4 – Varianti

  • In alternativa, aggiungiamo una carta e chiediamo: “What’s new?”
  • Oppure sostituiamo una carta con un’altra simile/differente e chiediamo: “What’s different?”

5 – Ripetizione e sfida

  • Ripetiamo il gioco più volte, cambiando le carte.
  • Aumentiamo progressivamente il numero delle flashcard.
  • Alla fine, chiediamo alle bambine e ai bambini di nominare tutte le carte in inglese, individualmente o in coro.

Perché il Kim’s Game è un’attività inclusiva
Il Kim’s Game è un’attività fortemente inclusiva perché coinvolge diversi canali sensoriali e stili cognitivi, offrendo a ogni bambina e bambino la possibilità di partecipare secondo le proprie risorse. La natura ludica e non competitiva del gioco riduce l’ansia da prestazione, favorisce la partecipazione attiva anche di chi ha difficoltà linguistiche o di attenzione, e promuove la cooperazione piuttosto che la competizione. L’uso di materiali visivi concreti (flashcard o oggetti reali), l’ascolto di comandi semplici in L2 e la ripetizione strutturata permettono a tutti di accedere al compito, anche a chi presenta bisogni educativi speciali. Inoltre, il movimento e l’interazione nel cerchio rafforzano il senso di appartenenza al gruppo, rendendo l’apprendimento della lingua un’esperienza condivisa, positiva e accessibile.

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