I PIONIERI
(Italia, 2022)
regìa: Luca Scivoletto
soggetto e sceneggiatura: Eleonora Cimpanelli, Pierpaolo Pirone, Luca Scivoletto
fotografia: Stefano Falivene
montaggio: Alice Roffinengo
scenografia: Flaviano Barbarisi
costumi: Alfonsina Lattieri
musica: Luca Scivoletto, Alessandro Stefana
con: Mattia Bonaventura (Enrico), Francesco Cilia (Renato), Danilo Di Vita (Vittorio Romano), Matilde Fazio (Margherita), Peppino Mazzotta (Michele Belfiore), Lorenza Indovina (Luisa), Eleonora Danco (Simonetta), Maurizio Bologna (Gulino), Claudio Bigagli (Enrico Berlinguer)
produzione: Laura Buffoni, Laura Paolucci, Domenico Procacci, Attilio Moro per Fandango e Rai Cinema
distribuzione: Fandango
Colore
durata: 86’

Pensare con gli occhi: il cinema in classe
È disponibile su Rai Play – ed è un’ottima opportunità di visione – un bel film italiano, ingiustamente trascurato, che ha la giusta freschezza di un racconto con protagonisti alle soglie dell’adolescenza e, allo stesso tempo, è calato nella storia contemporanea con uno sguardo particolare e originale.
Il movimento dei “Pionieri”, nato nel 1949 su iniziativa del Partito Comunista Italiano e dell’Unione Donne Italiane fu, anche come, in tempi di guerra fredda, alternativa laica agli scout cattolici, l’associazione che organizzava ragazze e ragazzi in attività educative, sociali, sportive ed escursionistiche, legandole soprattutto alla questione della pace.
A partire da questo spunto Luca Scivoletto, che, essendo nato nel 1981, certamente ha conosciuto quel movimento solo da lontano, ha scritto prima un romanzo, nel 2019, traducendolo in film tre anni dopo.

Si racconta di tre adolescenti siciliani (il romanzo è ambientato e il film è girato a Modica, paese natale di Scivoletto): Enrico, figlio di un funzionario del PCI che non nasconde le sue ambizioni di carriera; il suo migliore amico, Renato, orfano del precedente segretario della sezione comunista e ancora legatissimo al mito dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (che, all’epoca del film, collocato temporalmente nel 1990, è in via di definitiva dissoluzione) e Vittorio Romano, che già dal nome rende chiare le nostalgie fasciste di suo padre.
In teoria acerrimi nemici, i primi due e il terzo, saranno invece uniti da un’avventura estiva di fuga da casa, nella quale incontreranno Margherita, figlia di una donna dell’esercito statunitense che ha una importante base vicino al loro paese.

Con grande delicatezza e sensibilità – certamente memori di lezioni quale quella di Francois Truffaut, ma anche della Francesca Archibugi di Mignon è partita (1988) – il film approfondisce le passioni, i dubbi, le incertezze e gli entusiasmi della giovanissima età, toccando più il registro della tenerezza, della sensibilità e anche dell’allegria.
Non si cade quindi mai né nell’oleografia o, ancora peggio, nella rievocazione nostalgica di altre epoche della vita politica italiana e mondiale, né tantomeno negli stereotipi, perché è proprio la confusione psicologica e fisica tipica dei preadolescenti che finisce, nel racconto, ad arricchire personaggi che sono in continuo mutamento e non smettono di sorprenderci.
Ad ulteriore conferma di ciò vale l’invenzione di far entrare in scena, di tanto in tanto, il tenerissimo e commovente “fantasma” di Enrico Berlinguer (Claudio Bigagli), che ha l’umanissima funzione di raccogliere le confidenze e le difficoltà del giovane protagonista.
Si parla di sogni – più volte, nel film, si usa la dimensione onirica – che qui sono di tre ragazzi e una ragazza all’inizio di una cruciale fase della loro crescita e nello scorso secolo sono stati di moltissima gente. Sogni che hanno avuto un giudizio storico e che in molti casi si sono anche trasformati in incubi ma che, soprattutto nella storia italiana, sono stati la base per l’emancipazione sociale, culturale e politica di milioni di persone.
E, in fondo, il senso di essere pionieri è proprio quello di aprire nuove strade, nuovi sentieri, nuove possibilità di cambiamento. Fatto che, nelle giovanissime e giovani età degli esseri umani, dovrebbe essere naturale e che, invece, troppo spesso la società degli adulti tende a contenere, se non persino ingabbiare, in percorsi predefiniti.
Anche per questo un film come I pionieri serve, oltre che a regalarci un’ora e mezza di divertimento ed incanto, a non farci perdere la memoria e l’attenzione.