Tra le prime attività da proporre in aula a inizio anno leggere e osservare un albo illustrato è di certo una delle più efficaci. I motivi? Vediamoli insieme
L’anno scolastico sta per iniziare e le prime giornate di lezione sono molto importanti per impostare un clima di classe sereno e far ripartire la didattica in modo motivante e senza inquietudini.
L’albo illustrato può rappresentare una valida soluzione e, proprio a causa della sua natura che prevede la lettura a più livelli, può essere letto all’interno di ordini di scuola differenti e a bambini/ragazzi di ogni età.
Albo illustrato e sua definizione
Ma cos’è un albo illustrato? Come lo si può definire?
A me piace molto la definizione di albo illustrato che si trova nel libro di Elisa Golinelli e Sabina Minuto Meraviglie da sfogliare (Loescher):
L’albo illustrato è un racconto breve in cui le storie si snodano
attraverso le parole e le immagini. L’albo è inclusivo, immersivo e polisemico.
Codice testuale e codice iconografico si incontrano e dialogano tra di loro.
Le autrici aggiungono che il lettore assume un ruolo attivo nell’attribuire significato al testo e la negoziazione dei significati, così come l’accoglienza dell’interpretazione dei significati altrui, rappresentano un ottimo sistema per cominciare l’anno in ascolto dell’altro, in un clima di rispetto e condivisione.
Perché cominciare proprio con un albo illustrato
Leggere un albo illustrato a inizio anno, secondo la mia esperienza, è sempre stata una scelta vincente.
Innanzitutto perché il ruolo del lettore diventa attivo, con significative ricadute in ambito relazionale e comunitario, come appena detto.
Ma vi sono altri motivi interessanti che hanno confermato la validità di questa scelta e che provo, almeno in parte, ad elencare:
- gli albi illustrati sono libri concisi, centrati, densi di significati impliciti e si possono leggere per intero in tempi relativamente brevi;
- sono inclusivi, perché permettono a tutti di seguire la storia, senza particolare distinzione tra lettori forti e lettori deboli;
- hanno piani di lettura diversi e livelli di lettura diversi, aspetti che permettono una pianificazione didattica efficace e differenziata;
- stimolano la riflessione, la discussione, la condivisione, elementi base di qualsiasi progettazione didattica proficua;
- favoriscono la conoscenza reciproca, andando ad incidere su quello spirito di comunità così essenziale per la buona riuscita di qualsiasi intento didattico;
- permettono di lavorare fin da subito sull’educazione alla lettura;
- permettono di lavorare fin da subito sull’educazione all’immagine.
Albo illustrato e obiettivi didattici
A livello generale possiamo affermare che gli albi illustrati concorrono alla messa in atto di numerosi obiettivi didattici, tutti estremamente importanti per una pianificazione centrata sull’importanza dei processi di apprendimento e sul ruolo attivo e metacognitivo degli studenti stessi.
Tra gli obiettivi didattici più rilevanti, possiamo annoverare i seguenti:
- incentivare l’educazione alla lettura, all’iconografia e al piacere di leggere libri diversi dal consueto;
- imparare a fornire, interpretazioni personali e accoglierne di nuove;
- imparare a negoziare i significati e stimolare la discussione di gruppo;
- favorire la co-costruzione del sapere;
- sviluppare l’abilità di osservazione e di decodifica delle immagini;
- sviluppare l’abilità di narrazione, quindi lavorare su abilità linguistiche e patrimonio lessicale;
- imparare a compiere inferenze e connessioni;
- stimolare l’immaginazione e la creatività;
- incoraggiare l’inclusività e la partecipazione al dialogo da parte di tutti i membri di un gruppo, così da incrementare il senso di appartenenza a una comunità che apprende.
Albo illustrato e ruolo del docente
Un docente che sceglie di leggere un albo illustrato, a inizio anno e non solo, riuscirà ad ottenere le maggiori ricadute negli apprendimenti se si pone nel ruolo di facilitatore, anziché di anticipatore, o peggio, dispensatore di contenuti.
Dovrà stimolare al meglio l’attenzione alla comprensione del duplice linguaggio del libro, testuale e iconografico, favorendo la problematizzazione e la rielaborazione di quanto visto/letto, sia in forma orale che scritta.
Guiderà la riflessione, la discussione e la negoziazione dei significati rimanendo il più possibile super-partes e mantenendo centrale il ruolo degli studenti.
Se lo vuole, potrà fornire input di scrittura motivanti e finalizzati ad una comprensione del testo personalizzata ma, nel contempo, condivisa all’interno del gruppo classe.

Tre albi illustrati per cominciare
La scelta dell’albo dipende da vari fattori, ma a inizio anno l’obiettivo didattico prioritario diviene la conoscenza reciproca e l’assetto (o il riassetto) della comunità classe.
Può essere interessante scegliere un albo con impronta autobiografica più esplicita, ma va benissimo anche un albo che, attraverso la fiction, permette narrazioni personalizzate attraverso la voce di personaggi terzi.
Un libro come La verità nascosta delle cose di Marianna Balducci, ad esempio, permette di lavorare su storie di fantasia con protagonisti oggetti più o meno desueti, ma permette di comprendere tante informazioni, a livello individuale e collettivo, del tutto autentiche anche se fornite in modalità indiretta.
Non da ultimo, visto che l’autrice di ispira a grandi maestri quali Gianni Rodari o Bruno Munari, sollecitare immaginazione e fantasia per conoscersi, fare gruppo e impostare le prime pratiche didattiche di lettura, comprensione e scrittura non può che considerarsi motivante e ottenere ricadute positive sugli apprendimenti.


A questo link è possibile leggere come un’attività di accoglienza basata sulla fiction e sull’albo in questione si sia rivelata utile e produttiva per incidere sulla conoscenza reciproca, sulla costituzione del gruppo classe e sull’impostazione di strategie didattiche da recuperare nel corso del resto dell’anno:
https://dragoniprof.blogspot.com/2024/09/partenza-tutta-fiction.html
Un giorno d’estate – Koshiro Hata
Se si preferisce, invece, indirizzarsi verso consegne di verbalizzazioni o scrittura a carattere più esplicitamente autobiografico, esistono davvero tanti albi che si focalizzano su storie e narrazioni personali, anche relative alla fine dell’estate, quindi ben funzionali ai nostri obiettivi di accoglienza posti ad avvio anno scolastico.
A questo link è possibile leggere un’esperienza, realizzata in una classe terza qualche anno fa, relativa a un albo illustrato proveniente dal Giappone intitolato Un giorno d’estate e scritto da Koshiro Hata:
https://dragoniprof.blogspot.com/2020/06/tratteniamo-il-calore-dellestate-con-un.html

La classe in questione, che già conoscevo da due anni, dimostrava una viva passione per il mondo nipponico e, si sa, scegliere le letture da proporre anche sulla base di interessi riscontrati su contesti precisi si rivela di certo una strategia azzeccata.

Il mio giardino – Beatrice Masini
Il mio consiglio finale è quello provare a cominciare le lezioni con il bell’albo di Beatrice Masini – e illustrazioni di Francesca Ballarini – intitolato Bambini e giardini.

Un albo nuovissimo che, attraverso un linguaggio metaforico incentrato su giardini/vegetazione e attraverso simbologie/analogie tra giardini ed esseri umani, permette di fornire input di riflessione (e introspezione) sulla scoperta di sé e sulle fasi di crescita, tra cui progetti e timori, da discutere e condividere con gli altri.
L’albo illustrato di Beatrice Masini quest’anno in classe lo leggerò anch’io.
Crediti fotografici: Alex Zamora su Unsplash