I trascurati

Merita miglior fortuna di quella che ha avuto in sala questo bel film, che racconta, senza oleografie scontate e luoghi comuni, della difficile vita di chi si occupa di educazione ed istruzione nella periferia di Napoli.

Mimmo (Marco D’Amore, naturalmente noto al grande pubblico per Gomorra, ma che qui riesce in una interpretazione partecipe ed accorata) è un educatore di strada che cerca di far mantenere la frequenza scolastica ai ragazzi e alle ragazze che segue, in particolar modo per far in modo che ottengano almeno la licenza media.Lo  fa – ed è il leit motiv di tutto il film, fino all’ultima sequenza che sta tra l’onirico e il realismo fantastico – seguendo soprattutto le tracce della lettura del Barone rampante di Italo Calvino.

Si uniscono così, in zone in cui la spartizione delle sfere di influenza tra famiglie camorristiche sembra essere legge non scritta, che tuttavia sovrasta qualsiasi altra regola della convivenza, l’ispirazione di un fedele ribelle come Cosimo Piovasco di Rondò, protagonista del romanzo di Calvino, il teatro di strada, la tenacia dei ragazzini e delle ragazzine volta ad uscire da uno stato di sudditanza e a sfuggire ad un destino di oppressione.

Non è facile per nessuno, sia per il pervicace attaccamento ad un familismo amorale che soggiace al dominio dell’illegalità, sia per l’ottuso rifugiarsi nella burocrazia di dirigente scolastico e assistenti sociali (con qualche eco del Diario di un maestro di Vittorio De Seta), sia perché per degli adolescenti l’impresa di conquistare l’autonomia e la libertà in una situazione simile è quasi una missione impossibile.

Criature

Cécile Allegra ha un solidissimo curriculum di documentarista d’inchiesta e si è più volte dedicata a reportage sulle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza, come Napoli, il salario dei bambini (2011), Mayotte, l’isola dei bambini perduti (2013), Gran Bretagna, l’infanzia rubata (2013), Une enfance au travail (2013).

Ha messo tutta questa esperienza al servizio di una storia che parte da quella esistenziale e professionale di Giovanni Savino, educatore di strada che lavora da molti anni a Barra, nella zona orientale di Napoli, Municipalità VI, costituita anche da Ponticelli e San Giovanni a Teduccio.

E’ una di quelle zone in cui insegnanti ed educatori raccontano che la camorra offre un vero e proprio salario a ragazzi giovanissimo, utilizzandoli come ‘portaordini’ o ‘sentinelle’ (e a volte quell’introito è l’unico che entra in famiglie dove le donne stanno a casa e gli uomini sono in carcere o sono stati ammazzati). Si capisce bene quanto sia arduo non solo spiegare formalmente, ma anche convincere genitori, parenti e ragazzi che la scuola è una, se non l’unica, delle possibilità di uscita da una situazione tanto drammatica e apparentemente inscalfibile.

Criature – film bello, importante e benissimo scritto, diretto e interpretato; con un particolare apprezzamento per le musiche di Dario Sansone –  è disponibile su Prime Video ed è adattissimo anche alla visione nella terza classe della scuola secondaria di primo grado e in tutte quelle di grado successivo.

I TRASCURATI

Film da rivalutare (I)

CRIATURE

(Italia, 2024)

Regìa, soggetto e sceneggiatura: Cécile Allegra (ispirato alla vita dell’educatore di strada Giovanni Savino, presidente della Cooperativa Sociale Il Tappeto di Iqbal

Fotografia: Valerio Azzali

Montaggio: Alessio Doglione

Scenografia: Carmine Guarino

Costumi: Rossella Aprea

Musica: Dario Sansone

Con: Marco D’Amore (Mimmo Sannino), Marianna Fontana (Anna), Maria Esposito (Margherita), Alessio Gallo (Genny), Giuseppe Pirozzi (Salvatore), Antonio Guerra (Ciro), Ciro Minopoli (Bruno), Martina Abbate (Daniela), Catello Buonocore (Carmine)

Produttori: Roberto Sessa, Chiara Grassi, Paola Vargas per Picomedia, in associazione con Medusa Film, in collaborazione con Prime Video

Distribuzione: Medusa Film

Colore

Durata: 101’