Il diritto allo studio, tra numeri e possibilità

Nel 2024, secondo i dati ISTAT, quasi il 9,8% dei ragazzi italiani tra i 18 e i 24 anni ha abbandonato il percorso di istruzione prima di conseguire un diploma o una qualifica (ISTAT, 2024). Questo dato, però, racconta solo una parte della storia: se consideriamo anche l’abbandono universitario, scopriamo che, nell’anno accademico 2021-2022, il 7,3% degli immatricolati ha lasciato l’Università già nel primo anno, il tasso più alto degli ultimi dieci anni, con una concentrazione significativa tra chi si spostava fuori sede e tra chi non disponeva di un supporto economico adeguato (MUR, 2023; Intravaia, 2023).

Le ragioni di questi abbandoni sono molteplici e spesso intrecciate: una scelta del corso di laurea non in linea con i propri reali interessi, difficoltà accademiche, mancanza di informazioni sui percorsi disponibili. Ma la dimensione economica pesa in modo determinante: secondo la ricerca condotta dall’Unione degli Universitari (UDU) insieme a Federconsumatori, nel 2024 un anno di università costava in media oltre 9mila euro per uno studente in sede, più di 10mila per un pendolare e poteva superare i 17mila euro – con punte di 19mila euro al Nord – per chi studiava fuori città (Gelardini, 2024). 

Per l’anno accademico 2025-2026 le tasse universitarie sono ulteriormente aumentate del 5,9%, come rileva l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in collaborazione con Fondazione Isscon (Federconsumatori, 2025). E anche per il 2026-2027 l’andamento al rialzo si conferma, anche se non disponiamo ancora di dati ufficiali.

Ma le tasse rappresentano solo il costo più visibile: affitto, trasporti, materiali didattici, spesa e vita quotidiana incidono spesso in modo ben più rilevante. Studiare lontano da casa significa sostenere un costo mensile continuativo: a Milano il costo mensile medio è stimato attorno ai 1750 €, a Roma circa 1455 €, a Bologna 1200 € (Habacus, 2025b).

Per le famiglie meno abbienti, questi numeri non rappresentano solo una spesa “importante”: sono una barriera reale, spesso insormontabile, che spinge molti giovani a rinunciare a percorsi che avrebbero invece le competenze e il desiderio di intraprendere. 

Gli strumenti disponibili

Sapere che esistono strumenti per sostenere i propri progetti formativi può fare davvero la differenza. Lo strumento più noto è quello delle borse di studio: nell’a.a. 2023/2024 il 18,6% degli studenti universitari in corso ne ha ricevuta una, che rappresenta il principale strumento pubblico. 

Esiste anche il prestito studentesco con garanzia dello Stato (il Fondo per lo Studio, gestito da CONSAP), che è uno strumento ancora poco noto, che potrebbe essere realmente utile per molti studenti e studentesse. Permette agli studenti tra i 18 e i 40 anni, iscritti a corsi universitari e in regola con il 50% degli esami previsti, di accedere a un prestito senza garanzie personali, fino a 50mila euro per gli studi in Italia e fino a 70mila per gli studi all’estero, con un piano di rimborso che inizia 30 mesi dopo l’ultima erogazione. Non occorrono garanti né busta paga: è sufficiente essere iscritti e aver conseguito il diploma con almeno 75/100 (o la laurea triennale con 100/110 per l’accesso alla magistrale, ai master e ai dottorati) (Habacus, 2025b).

Un divario di informazione da colmare

Eppure, il divario tra chi potrebbe accedere a questi strumenti e chi li usa è enorme, ed è in gran parte un divario di informazione: ogni anno in Italia vengono erogati circa 13mila prestiti studenteschi, a fronte di un bacino potenziale stimato tra 300mila e 400mila beneficiari (Habacus, 2025a).

Come rileva il booklet di Habacus Il diritto allo studio oggi (2025b), nel 70% dei casi è la famiglia a farsi carico delle spese formative, mentre il ricorso a strumenti alternativi (borse di studio, prestiti, lavoro part-time) rimane residuale e spesso non pianificato. 

Colmare questo divario, portare nelle scuole la conoscenza concreta di ciò che è disponibile, è uno degli obiettivi centrali del Progetto PASS, perché, come ricorda Habacus, «Conoscere il contesto rende le scelte più consapevoli».

Per saperne di più sulle opportunità di finanziamento degli studi: HABACUS

Riferimenti bibliografici

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Crediti fotografici: frugal-flyer; greg-rosenke- su Unsplash