19 Gennaio 2026
Con l’adesione all’Open day nasce dall’occasione di portare il teatro in classe. La realizzazione di scene ispirate a episodi storici e letterari accende negli studenti entusiasmo, partecipazione e desiderio di mettersi in gioco, trasformando lo studio in esperienza vissuta. Attraverso la recitazione, i contenuti scolastici smettono di essere astratti e diventano storie capaci di parlare al presente, alle emozioni e alla vita dei ragazzi. Il teatro si conferma così uno strumento educativo potente, capace di creare legami tra epoche, testi e persone, restituendo senso, profondità e passione al lavoro quotidiano in classe.
Pur comprendendo le ragioni alla base dell'Open day (la necessità di reclutare iscritti al fine di scongiurare il sottodimensionamento e i conseguenti tagli ministeriali), negli anni passati ho sempre evitato di aderire, forse per un rifiuto istintivo verso logiche aziendaliste alle quali sono purtroppo costrette le scuole italiane, sempre in cerca di nuovi ''clienti''. Se quest'anno ho detto sì è stato per una motivazione ben diversa, ovvero il mio amore per il teatro. Ho infatti proposto che la classe terza realizzasse un lavoro teatrale incentrato su scenette ispirate per lo più a fatti e situazioni accaduti nel corso degli anni passati assieme, e la risposta è stata come sempre sorprendente: entusiasmo, gioia, voglia di partecipare, la stessa che ho visto ogni volta che ho pronunciato la frase magica: ''facciamo la scenette'' e da ogni parte si levavano voci per essere chi ghigliottinato in una piazza di Parigi, chi gettato da...