Pur comprendendo le ragioni alla base dell'Open day (la necessità di reclutare iscritti al fine di scongiurare il sottodimensionamento e i conseguenti tagli ministeriali), negli anni passati ho sempre evitato di aderire, forse per un rifiuto istintivo verso logiche aziendaliste alle quali sono purtroppo costrette le scuole italiane, sempre in cerca di nuovi ''clienti''. Se quest'anno ho detto sì è stato per una motivazione ben diversa, ovvero il mio amore per il teatro. Ho infatti proposto che la classe terza realizzasse un lavoro teatrale incentrato su scenette ispirate per lo più a fatti e situazioni accaduti nel corso degli anni passati assieme, e la risposta è stata come sempre sorprendente: entusiasmo, gioia, voglia di partecipare, la stessa che ho visto ogni volta che ho pronunciato la frase magica: ''facciamo la scenette'' e da ogni parte si levavano voci per essere chi ghigliottinato in una piazza di Parigi, chi gettato da...